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13 Novembre 2025 Cardiologia


Scopri perché l’ipertensione può danneggiare il cuore e quali controlli eseguire per prevenirne le complicanze

La cardiopatia ipertensiva è una delle conseguenze più comuni e silenziose dell’ipertensione arteriosa. Si tratta di una condizione in cui la pressione alta cronica provoca alterazioni strutturali e funzionali al cuore, compromettendone la capacità di pompare sangue in modo efficiente.
Riconoscere i segnali e sottoporsi agli esami giusti è fondamentale per evitare complicanze gravi come l’insufficienza cardiaca o l’infarto.


Cos’è la cardiopatia ipertensiva

Con il termine cardiopatia ipertensiva si indica l’insieme dei danni che l’ipertensione arteriosa causa nel tempo al muscolo cardiaco. Quando la pressione del sangue è costantemente elevata, il cuore deve lavorare più intensamente per pompare il sangue contro la resistenza delle arterie.
Questa condizione porta progressivamente a un ispessimento del ventricolo sinistro (ipertrofia ventricolare) e a una riduzione dell’elasticità del cuore, che perde la capacità di riempirsi e contrarsi in modo efficiente.

Nel tempo, la cardiopatia ipertensiva può evolvere in insufficienza cardiaca, aritmie o ischemia miocardica, rendendo indispensabile una diagnosi precoce e un corretto trattamento.


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Fattori di rischio principali

I fattori di rischio per la cardiopatia ipertensiva sono gli stessi che favoriscono l’ipertensione e le malattie cardiovascolari. Tra i più comuni troviamo:

  • Età avanzata: il rischio aumenta con l’età.
  • Stile di vita sedentario: la mancanza di attività fisica indebolisce il sistema cardiovascolare.
  • Alimentazione scorretta: eccesso di sale, grassi saturi e alcol.
  • Sovrappeso e obesità: aumentano il carico di lavoro del cuore.
  • Fumo di sigaretta: danneggia le pareti dei vasi sanguigni.
  • Familiarità per malattie cardiovascolari: predisposizione genetica.
  • Stress cronico: contribuisce all’aumento della pressione arteriosa.

Riconoscere e controllare questi fattori è il primo passo per proteggere il cuore.



Quali esami fare per diagnosticare la cardiopatia ipertensiva

La diagnosi di cardiopatia ipertensiva si basa su un’attenta valutazione clinica e strumentale. Presso il Centro Medico Fleming di Fondi, è possibile eseguire esami di approfondimento mirati per valutare la salute del cuore e la funzionalità circolatoria.
Tra i principali test diagnostici consigliati:

  • Elettrocardiogramma (ECG): per valutare il ritmo cardiaco e individuare eventuali alterazioni.
  • Ecocardiogramma: consente di analizzare la struttura e la funzione del cuore, rilevando segni di ipertrofia ventricolare.
  • Holter pressorio 24h: monitora la pressione arteriosa durante l’intera giornata, utile per confermare l’ipertensione.
  • Esami del sangue: per valutare colesterolo, glicemia e funzionalità renale.
  • Visita cardiologica specialistica: indispensabile per interpretare correttamente i risultati e impostare una terapia personalizzata.



Prevenzione e trattamento

La prevenzione della cardiopatia ipertensiva passa attraverso un corretto stile di vita e un monitoraggio regolare della pressione arteriosa.
È importante:

  • Seguire una dieta equilibrata e povera di sale.
  • Praticare attività fisica moderata e costante.
  • Sospendere il fumo.
  • Controllare peso e stress.

Quando necessario, il medico può prescrivere una terapia farmacologica antipertensiva per mantenere la pressione entro valori ottimali e prevenire i danni al cuore.

 


Prenota una visita cardiologica al Centro Medico Fleming

Una diagnosi tempestiva può fare la differenza. Presso il Centro Medico Fleming di Fondi è possibile eseguire tutti gli esami cardiologici di prevenzione e controllo in un ambiente professionale e accogliente, con il supporto di specialisti esperti in patologie cardiovascolari.


Prenota ora la tua visita cardiologica e prenditi cura del tuo cuore



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26 Ottobre 2025 Visite specialistiche


Mantieni il tuo benessere sotto controllo e pratica sport in sicurezza grazie al nuovo servizio di rilascio certificati medici sportivi non agonistici, con visita accurata ed ECG


La visita medico sportiva: a cosa serve e come si svolge

La visita medico sportiva è un controllo essenziale per chiunque pratichi attività fisica, anche a livello amatoriale. Serve a valutare lo stato di salute generale e la capacità dell’organismo di affrontare uno sforzo fisico in sicurezza.
Durante la visita il nostro medico Cardiologo raccoglierà informazioni anamnestiche (stile di vita, eventuali patologie pregresse, abitudini sportive) e procederà poi con un esame obiettivo generale. L’elettrocardiogramma (ECG) è parte integrante del controllo e consente di verificare la funzionalità del cuore, individuando eventuali alterazioni che potrebbero rappresentare un rischio durante l’attività fisica.

Le visite si effettuano anche ai bambini e ragazzi, in vista della partecipazione ad attività sportive, corsi o allenamenti: un controllo importante per praticare sport in modo sereno e sicuro fin da piccoli.



Perché è importante il certificato medico sportivo

Anche chi pratica sport in modo non agonistico — come palestre, corsi di fitness, nuoto o danza — deve possedere un certificato medico valido, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
Oltre a essere obbligatorio per molte strutture sportive, il certificato rappresenta una garanzia per la tua salute. Permette infatti di individuare precocemente disturbi cardiocircolatori o respiratori e di ricevere indicazioni personalizzate sul tipo di attività fisica più adatta al proprio stato fisico.


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Il nuovo servizio del Centro Medico Fleming

Il Centro Medico Fleming offre ora un servizio completo per il rilascio del certificato medico sportivo non agonistico, con:
• Elettrocardiogramma (ECG);
• Valutazione medica accurata;
• Eventuale visita di approfondimento con Cardiologo specialista, in caso di necessità.

Oltre alla garanzia degli elevati standard di qualità del Centro quindi, la visita condotta dai nostri Medici Cardiologi, garantisce la massima sicurezza ed esperienza nel rilevare eventuali problematiche cardiovascolari.


Promozione speciale

Per celebrare l’attivazione del nuovo servizio, il Centro Medico Fleming ha pensato a una promozione dedicata a tutti gli sportivi.
Prenotare è semplice: basta contattare la segreteria del centro o compilare il modulo qui di seguito per richiedere il proprio appuntamento.



Dove fare una visita medico sportiva a Fondi

Se stai cercando dove fare una visita medico sportiva a Fondi, il Centro Medico Fleming offre un servizio completo e sotto stretto controllo di un Cardiologo.

Prenotare un una visita medico sportiva a Fondi è semplice e veloce: basta contattare la segreteria del Centro o compilare il modulo online per ricevere assistenza:

📍 Centro Medico Fleming – Fondi (LT)
Via Torino 4, Fondi (LT)
📞 Per informazioni e prenotazioni: 0771512566


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9 Ottobre 2025 Neurologia


Tutto quello che devi sapere sull’esame al Centro Medico Fleming di Fondi

L’elettroencefalogramma (EEG) è un esame diagnostico non invasivo che consente di registrare l’attività elettrica del cervello. Si tratta di uno strumento fondamentale per valutare il funzionamento cerebrale e individuare eventuali alterazioni, utile in diverse condizioni neurologiche e in caso di disturbi del sonno o crisi epilettiche.

Presso il Centro Medico Fleming di Fondi, l’elettroencefalogramma viene eseguito da personale qualificato con apparecchiature moderne e in un ambiente confortevole, garantendo massima precisione e sicurezza per ogni paziente.


Cos’è l’elettroencefalogramma

L’EEG misura l’attività elettrica prodotta dai neuroni cerebrali tramite piccoli elettrodi posizionati sul cuoio capelluto. Le onde cerebrali vengono registrate e visualizzate su un monitor sotto forma di tracciato, che lo specialista interpreta per identificare eventuali anomalie.

Questo esame è assolutamente indolore e privo di rischi: non utilizza radiazioni e può essere effettuato su persone di ogni età, inclusi bambini e anziani.


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Come si effettua l’elettroencefalogramma

Durante l’esame, il paziente è seduto o sdraiato in posizione comoda. Sul capo vengono applicati piccoli elettrodi collegati a un apparecchio di registrazione.
L’intera procedura dura in media tra i 20 e i 40 minuti e non richiede particolari preparazioni, se non presentarsi con capelli puliti e asciutti, privi di gel o lacche.

A volte può essere richiesto di restare svegli la notte precedente, nel caso di un EEG in privazione di sonno, utile per rilevare con maggiore sensibilità eventuali anomalie cerebrali.

Al termine dell’esame, il tracciato viene analizzato da un neurologo del Centro Medico Fleming, che redige un referto dettagliato.



Quando serve l’elettroencefalogramma

L’elettroencefalogramma è indicato in molte situazioni, tra cui:

  • Sospette crisi epilettiche o convulsioni

  • Disturbi del sonno (insonnia, sonnolenza eccessiva, apnee notturne)

  • Svenimenti o perdita di coscienza di origine sconosciuta

  • Traumi cranici

  • Valutazione dell’attività cerebrale dopo un intervento o in corso di terapia neurologica

Grazie all’EEG, il neurologo può ottenere informazioni fondamentali per una diagnosi accurata e per impostare il trattamento più appropriato.



Dove fare un elettroencefalogramma a Fondi

Se stai cercando dove fare un elettroencefalogramma a Fondi, il Centro Medico Fleming offre un servizio completo e rapido di diagnostica neurologica.
La struttura è dotata di apparecchiature all’avanguardia e garantisce tempi di attesa brevi per l’esame e per il rilascio del referto.

Prenotare un elettroencefalogramma a Fondi è semplice e veloce: basta contattare la segreteria del Centro o compilare il modulo online per ricevere assistenza:

📍 Centro Medico Fleming – Fondi (LT)
Via Torino 4, Fondi (LT)
📞 Per informazioni e prenotazioni: 0771512566


Perché scegliere il Centro Medico Fleming

  • Personale medico specializzato in neurologia

  • Esami rapidi e referti precisi

  • Strumentazione moderna e ambienti confortevoli

  • Servizio su appuntamento

Il Centro Medico Fleming di Fondi è un punto di riferimento per chi desidera effettuare un elettroencefalogramma in modo professionale, sicuro e con la massima attenzione al paziente.


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4 Luglio 2025 Neurologia


Tutto quello che devi sapere sull’esame diagnostico che valuta la salute dei tuoi muscoli e nervi

L’elettromiografia (EMG) è un esame diagnostico che spesso genera ansia e interrogativi nei pazienti. Se il tuo medico ti ha prescritto questo test, è normale avere domande su cosa comporti, se sia doloroso e cosa possano rivelare i risultati. In questo articolo esploreremo tutti gli aspetti fondamentali dell’elettromiografia per aiutarti ad affrontare l’esame con maggiore serenità e consapevolezza.


Cos’è l’elettromiografia e come funziona

L’elettromiografia è un esame neurofisiologico che misura l’attività elettrica dei muscoli e dei nervi periferici. Durante il test, vengono utilizzati sottili elettrodi ad ago che vengono inseriti nei muscoli per registrare i segnali elettrici prodotti dalle fibre muscolari durante il riposo e la contrazione volontaria. Spesso l’EMG viene abbinata alla elettroneurografia (ENG), che valuta la velocità di conduzione dei nervi attraverso elettrodi di superficie posizionati sulla pelle.

Il funzionamento dell’esame si basa sul principio che muscoli e nervi sani producono pattern elettrici caratteristici. Quando sono presenti patologie, questi pattern si modificano in modo specifico, permettendo al medico specialista di identificare la natura e la localizzazione del problema. L’esame viene eseguito da un neurologo o neurofisiologo in un ambiente ambulatoriale e la durata esatta dipende dal numero di muscoli e nervi da esaminare, generalmente tra i 30 e i 60 minuti.


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Quando il medico prescrive l’elettromiografia

L’elettromiografia viene prescritta quando il medico sospetta disturbi che coinvolgono il sistema nervoso periferico, i muscoli o la giunzione neuromuscolare. I sintomi più comuni che possono portare alla prescrizione di questo esame includono debolezza muscolare persistente, formicolii e intorpidimenti degli arti, dolori neuropatici, crampi muscolari ricorrenti o perdita di sensibilità in specifiche aree del corpo.

Le patologie che possono essere diagnosticate attraverso l’EMG sono numerose e comprendono sindromi da intrappolamento nervoso come la sindrome del tunnel carpale, neuropatie periferiche di varia origine (diabetiche, alcoliche, autoimmuni), malattie dei motoneuroni, miopatie muscolari e disturbi della trasmissione neuromuscolare come la miastenia gravis. L’esame è particolarmente utile anche per monitorare l’evoluzione di patologie già diagnosticate e valutare l’efficacia delle terapie in corso.


L’esame è doloroso? Cosa aspettarsi durante l’elettromiografia

Una delle preoccupazioni principali dei pazienti riguarda il dolore associato all’elettromiografia. È importante essere onesti: l’esame può causare un certo fastidio, ma il dolore è generalmente tollerabile e di breve durata. Durante la fase di elettroneurografia, potresti avvertire piccole scosse elettriche quando vengono stimolati i nervi, simili a quelle che si provano toccando accidentalmente un filo elettrico.

La fase dell’elettromiografia vera e propria, con l’inserimento degli aghi nei muscoli, può provocare una sensazione simile a quella di un’iniezione intramuscolare. Il fastidio è maggiore in alcuni muscoli più sensibili, ma l’ago utilizzato è molto sottile e il disagio si attenua rapidamente. Durante l’esame, il medico ti chiederà di contrarre e rilassare specifici muscoli, e potrai sentire dei caratteristici suoni provenienti dall’apparecchiatura, che rappresentano l’attività elettrica registrata. La maggior parte dei pazienti riferisce che l’ansia pre-esame è spesso peggiore del fastidio reale provato durante il test.



Come interpretare i risultati e i passi successivi

I risultati dell’elettromiografia forniscono informazioni dettagliate sullo stato funzionale di muscoli e nervi. Il referto includerà parametri tecnici come la velocità di conduzione nervosa, l’ampiezza dei potenziali elettrici e la presenza di attività patologica spontanea nei muscoli. Tuttavia, questi dati tecnici devono sempre essere interpretati dal medico specialista nel contesto dei sintomi clinici e di altri esami diagnostici.

Un risultato normale dell’EMG può escludere molte patologie neuromuscolari, ma non necessariamente tutte, specialmente se i sintomi sono in fase molto precoce. Al contrario, risultati patologici permettono di localizzare con precisione la sede del danno e di orientare verso specifiche diagnosi. Dopo aver ricevuto i risultati, è fondamentale programmare un colloquio con il medico che ha prescritto l’esame per discutere il significato dei dati emersi e pianificare eventuali approfondimenti diagnostici o terapie appropriate. In alcuni casi, potrebbe essere necessario ripetere l’esame a distanza di tempo per monitorare l’evoluzione della condizione.


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30 Giugno 2025 Ortopedia


La guida completa per riconoscere, prevenire e trattare il dolore lombare più comune

La lombalgia rappresenta una delle problematiche muscolo-scheletriche più diffuse nella popolazione mondiale, interessando circa l’80% delle persone almeno una volta nella vita. Questo disturbo, comunemente conosciuto come “mal di schiena basso”, può manifestarsi in diverse forme e intensità, influenzando significativamente la qualità della vita quotidiana. Comprendere le cause, riconoscere i sintomi e conoscere le opzioni terapeutiche disponibili è fondamentale per affrontare efficacemente questa condizione e prevenire recidive future.


Cos’è la lombalgia: definizione e tipologie

La lombalgia è definita come un dolore localizzato nella regione lombare della colonna vertebrale, precisamente tra la dodicesima costola e le pieghe glutee inferiori. Dal punto di vista medico, si distinguono diverse tipologie di lombalgia in base alla durata dei sintomi. La lombalgia acuta ha una durata inferiore alle 6 settimane, quella subacuta si protrae dalle 6 alle 12 settimane, mentre la forma cronica persiste oltre i 3 mesi. La classificazione più comune distingue tra lombalgia meccanica, causata da problemi strutturali della colonna, e lombalgia infiammatoria, legata a processi infiammatori sistemici. Inoltre, si può differenziare tra lombalgia specifica, quando è identificabile una causa precisa, e aspecifica, quando non è possibile individuare una patologia sottostante specifica.


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Le principali cause del dolore lombare

Le cause della lombalgia sono molteplici e spesso interconnesse tra loro. Tra i fattori più comuni troviamo le contratture muscolari, spesso dovute a movimenti bruschi, sollevamento di pesi in modo scorretto o mantenimento di posture scorrette per periodi prolungati. Le problematiche discali, come protrusioni ed ernie del disco, rappresentano un’altra causa frequente, particolarmente nelle fasce d’età tra i 30 e i 50 anni. L’artrite e l’artrosi delle faccette articolari vertebrali sono cause tipiche della lombalgia negli anziani, mentre la stenosi spinale può provocare dolore associato a claudicatio neurogenica. Altri fattori scatenanti includono traumi diretti, stress psicologico, sovrappeso, sedentarietà e predisposizione genetica. È importante sottolineare che spesso la lombalgia è multifattoriale, risultando dalla combinazione di più elementi causali.


Sintomi e segnali d’allarme da non sottovalutare

I sintomi della lombalgia possono variare notevolmente da persona a persona. Il dolore può essere localizzato esclusivamente nella zona lombare oppure irradiarsi lungo gli arti inferiori, configurando il quadro della lombosciatalgia. L’intensità può spaziare da un fastidio sordo e continuo a un dolore acuto e lancinante che limita significativamente i movimenti. Spesso si associano rigidità mattutina, difficoltà nei cambi di posizione e limitazione funzionale nelle attività quotidiane. Tuttavia, esistono alcuni segnali d’allarme che richiedono un intervento medico immediato: febbre associata al dolore lombare, perdita di controllo sfinterico, debolezza progressiva degli arti inferiori, dolore notturno intenso che non migliora con il riposo, e storia di tumori maligni. Questi sintomi potrebbero indicare patologie gravi come infezioni, tumori o sindrome della cauda equina.



Approcci terapeutici: dal conservativo al chirurgico

Il trattamento della lombalgia segue generalmente un approccio graduale, iniziando con terapie conservative. La gestione acuta prevede un breve periodo di riposo relativo, evitando l’immobilizzazione prolungata che può peggiorare la condizione. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) rappresentano spesso la prima linea terapeutica per il controllo del dolore e dell’infiammazione. La fisioterapia riveste un ruolo cruciale nel trattamento, attraverso esercizi specifici per il rinforzo della muscolatura paravertebrale e del core, tecniche di mobilizzazione e terapie fisiche come TENS, ultrasuoni e laserterapia. Nelle forme più severe o croniche, possono essere considerati approcci più invasivi come infiltrazioni epidurali di corticosteroidi, blocchi delle faccette articolari o procedure di denervazione. L’intervento chirurgico è riservato ai casi in cui è presente una chiara correlazione tra sintomi e anomalie strutturali evidenti agli esami strumentali, e quando i trattamenti conservativi si sono dimostrati inefficaci.


Prevenzione: la chiave per evitare recidive

La prevenzione della lombalgia si basa su strategie multidisciplinari che coinvolgono modifiche dello stile di vita e abitudini quotidiane:

  • Mantenimento di un peso corporeo adeguato riduce significativamente il carico sulla colonna vertebrale
  • Un’attività fisica regolare e ben strutturata rinforza la muscolatura di sostegno.
  • È fondamentale imparare le corrette tecniche di sollevamento pesi, piegando le ginocchia e mantenendo la schiena dritta.
  • L’ergonomia del posto di lavoro gioca un ruolo cruciale: utilizzare sedie ergonomiche, mantenere il monitor del computer all’altezza degli occhi e fare pause frequenti durante il lavoro sedentario.
  • Gli esercizi di stretching quotidiano, particolare attenzione alla flessibilità dei muscoli ischiocrurali e dell’ileo-psoas, contribuiscono a mantenere una buona mobilità spinale.
  • La gestione dello stress attraverso tecniche di rilassamento, yoga o mindfulness può ridurre significativamente il rischio di sviluppare lombalgia cronica, considerando la stretta correlazione tra tensione psicologica e tensione muscolare.


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11 Giugno 2025 Cardiologia


Che cos’è la pressione alta (ipertensione)

La pressione arteriosa è la forza con cui il sangue scorre nei vasi sanguigni; quando questa forza supera i valori considerati normali — in genere 140/90 mmHg — si parla di ipertensione arteriosa. È una condizione molto diffusa, spesso silenziosa, che può restare asintomatica per anni ma danneggiare progressivamente cuore, cervello e reni. È quindi fondamentale monitorarla regolarmente, soprattutto dopo i 40 anni o in presenza di fattori di rischio.


I sintomi della pressione alta: quando preoccuparsi

Nella maggior parte dei casi, l’ipertensione è asintomatica, ma può manifestarsi con alcuni segnali come mal di testa ricorrenti, capogiri, nausea, disturbi visivi, affaticamento e ronzii alle orecchie. In presenza di questi sintomi, soprattutto se persistenti, è opportuno consultare il medico per un controllo approfondito. Misurare la pressione con regolarità, anche in farmacia o a casa con dispositivi affidabili, è il primo passo per la prevenzione.


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Perché la pressione alta è pericolosa: i rischi per la salute

L’ipertensione non controllata è uno dei principali fattori di rischio per infarti, ictus, scompenso cardiaco, aneurismi e insufficienza renale. Può anche danneggiare la retina, con conseguenti problemi alla vista. È per questo che viene spesso definita il “killer silenzioso”. Riconoscerla e intervenire tempestivamente riduce in modo significativo il rischio di complicanze gravi, migliorando la qualità e l’aspettativa di vita.


Diagnosi e monitoraggio: come tenere sotto controllo la pressione

La diagnosi si effettua con una misurazione ripetuta della pressione in condizioni di riposo, utilizzando un sfigmomanometro professionale. In alcuni casi, il medico può prescrivere un monitoraggio pressorio delle 24 ore (Holter pressorio) per valutare la pressione nell’arco della giornata. Presso il Centro Medico Fleming, è possibile effettuare controlli specialistici e accedere a percorsi personalizzati di prevenzione cardiovascolare, con il supporto di cardiologi esperti.



Stile di vita e alimentazione: alleati contro l’ipertensione

Una dieta equilibrata e uno stile di vita sano sono fondamentali per prevenire e gestire l’ipertensione. Si consiglia di:

  • ridurre il consumo di sale, alcol e cibi industriali,

  • privilegiare frutta, verdura, legumi, cereali integrali e alimenti ricchi di potassio,

  • mantenere un peso corporeo sano,

  • praticare attività fisica moderata ma regolare,

  • evitare il fumo.

Anche la gestione dello stress gioca un ruolo importante: tecniche come la mindfulness o lo yoga possono contribuire ad abbassare i valori pressori.


Quando ricorrere alle terapie farmacologiche

Nei casi in cui le modifiche dello stile di vita non siano sufficienti, il medico può prescrivere farmaci antipertensivi. Il trattamento va sempre personalizzato e monitorato nel tempo. È essenziale non sospendere mai la terapia senza aver prima consultato uno specialista. Il Centro Medico Fleming offre un servizio di follow-up personalizzato per i pazienti ipertesi, con controlli periodici e aggiustamento delle terapie in base all’evoluzione clinica.


Controllare la pressione, proteggere la vita

Tenere sotto controllo la pressione arteriosa è un investimento sulla propria salute futura. La prevenzione inizia con l’informazione, prosegue con i controlli regolari e si consolida con uno stile di vita sano e, se necessario, con cure mirate. Presso il Centro Medico Fleming puoi contare su un team di professionisti pronti ad accompagnarti passo dopo passo nella gestione dell’ipertensione.


Contatta il Centro Medico Fleming per una visita cardiologica


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10 Giugno 2025 Ortopedia


Quando il dolore articolare non è più normale


Tutti possiamo sperimentare dolori articolari occasionali, magari dopo uno sforzo fisico intenso o una giornata impegnativa. Ma quando il dolore diventa ricorrente, persistente o limita i movimenti quotidiani, è importante non ignorarlo. Sintomi come rigidità mattutina, gonfiore, scricchiolii o debolezza muscolare possono essere segnali di una condizione articolare che necessita di attenzione specialistica.


I segnali che indicano la necessità di una visita ortopedica

Ecco alcuni sintomi da non sottovalutare:

  • Dolore che dura più di una settimana, anche a riposo

  • Difficoltà a compiere movimenti semplici (alzare il braccio, camminare, salire le scale)

  • Instabilità dell’articolazione (sensazione di “cedimento”)

  • Deformità visibili

  • Gonfiore persistente o rossore

  • Traumi o incidenti che hanno coinvolto articolazioni

Se avverti uno o più di questi segnali, una visita ortopedica può aiutarti a individuare la causa del problema e a ricevere un trattamento mirato.


Cosa fa l’ortopedico e perché rivolgersi a uno specialista

L’ortopedico è il medico specializzato nella diagnosi e cura delle patologie dell’apparato muscolo-scheletrico: ossa, articolazioni, legamenti, tendini e muscoli. Grazie a una valutazione approfondita e, se necessario, a esami diagnostici come radiografie, ecografie o risonanze magnetiche, può identificare la causa del dolore e proporre soluzioni efficaci, dal trattamento conservativo (fisioterapia, farmaci) a quello chirurgico, se necessario.


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Hai bisogno di un’impegnativa? Serve la risonanza prima?

Domande comuni riguardano l’accesso alla visita:

  • “Serve la prescrizione del medico di base?” – No, nel nostro centro puoi prenotare direttamente.
  • “Devo portare esami già fatti?” – Se ne hai, portali con te. In caso contrario sarà il nostro ortopedico a valutare se sono necessari ulteriori accertamenti dopo la prima visita.

Al Centro Medico Fleming trovi ortopedici qualificati con esperienza pluriennale, strumentazione moderna per gli esami diagnostici. La tua salute articolare merita attenzione: prenotare una visita oggi può evitarti problemi più seri domani. Inoltre, il nostro staff ti accompagna in ogni fase, dalla diagnosi al trattamento personalizzato, in un ambiente accogliente e professionale.


Prenota la tua visita ortopedica con noi


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4 Giugno 2025 Visite specialistiche


Il cuore stanco: sintomi da non sottovalutare

Quando il cuore inizia a “stancarsi”, il corpo ci manda segnali chiari, ma spesso sottovalutati. Affanno anche dopo piccoli sforzi, battito irregolare, senso di oppressione al petto, gonfiore a piedi e caviglie o una stanchezza persistente possono essere segnali di un affaticamento cardiaco. Se vivi a Fondi, Terracina, Lenola, Monte San Biagio, Pico o Itri e avverti uno o più di questi sintomi, è il momento di prestare attenzione.


Le cause dell’affaticamento cardiaco

Il cuore può affaticarsi per molte ragioni: ipertensione non controllata, diabete, obesità, stress cronico, sedentarietà, abuso di alcol o fumo. Anche patologie pregresse come infarti o cardiomiopatie possono influire sulla funzionalità cardiaca. Riconoscere tempestivamente le cause permette di intervenire in tempo e migliorare significativamente la qualità della vita.


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Perché rivolgersi subito al cardiologo può salvarti la vita

Un controllo specialistico può fare la differenza tra la prevenzione e l’aggravamento della condizione. Il cardiologo è in grado di eseguire esami diagnostici mirati, valutare la funzionalità cardiaca e impostare un percorso terapeutico personalizzato. Presso il Centro Medico Fleming, le visite cardiologiche sono eseguite con strumentazioni moderne e da professionisti esperti, capaci di guidarti in un percorso di cura efficace.


La visita cardiologica al Centro Medico Fleming: cosa aspettarsi

Durante la visita cardiologica presso il nostro centro, il medico effettua un’anamnesi completa, l’auscultazione del cuore, la misurazione della pressione e, se necessario, esami come elettrocardiogramma (ECG), ecocardiogramma, test da sforzo o holter cardiaco. Ogni visita è pensata per offrire diagnosi precise e indicazioni chiare per la salute del tuo cuore.


Prevenzione e stile di vita: i consigli del cardiologo

Oltre alla visita specialistica, il cardiologo ti guiderà in un percorso di prevenzione che include: alimentazione sana, attività fisica moderata, controllo del peso, monitoraggio della pressione e riduzione dello stress. Un approccio integrato, unito alla diagnosi precoce, è il modo migliore per proteggere il cuore a lungo termine.


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29 Maggio 2025 Dermatologia


Melanoma cutaneo: cos’è, come riconoscerlo e perché prevenirlo

Il melanoma cutaneo è un tumore maligno della pelle che origina dai melanociti, le cellule incaricate di produrre melanina, il pigmento che protegge la pelle dai raggi ultravioletti (UV). Pur rappresentando una percentuale ridotta rispetto agli altri tumori della pelle, il melanoma è il più aggressivo e pericoloso, con un alto rischio di metastasi se non diagnosticato in tempo.


A chi può venire il melanoma? Fattori di rischio

L’esposizione prolungata e non protetta al sole è il principale fattore di rischio, insieme all’uso frequente di lampade e lettini abbronzanti. Ma non è l’unico. Le persone con le seguenti caratteristiche sono maggiormente a rischio:

  • Pelle chiara, occhi azzurri o verdi, capelli biondi o rossi

  • Numerosi nei, lentiggini o nei atipici

  • Scottature solari, soprattutto durante l’infanzia o adolescenza

  • Familiarità con casi di melanoma in famiglia

  • Sistema immunitario debole o compromesso

  • Malattie genetiche rare come lo xeroderma pigmentoso


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Diffusione del melanoma in Italia

Secondo i dati AIRTUM, nel 2023 sono stati diagnosticati circa 12.700 nuovi casi di melanoma in Italia. È uno dei tumori più comuni nei giovani adulti sotto i 50 anni, con una maggiore incidenza tra i 30 e i 45 anni, soprattutto nelle donne.


Come riconoscere un melanoma: la regola ABCDE

Individuare il melanoma in fase iniziale può fare la differenza. Un neo sospetto può presentare cambiamenti visibili nel tempo. Per riconoscerlo, è utile seguire la regola ABCDE:

  • A – Asimmetria: una metà del neo è diversa dall’altra

  • B – Bordi irregolari o frastagliati

  • C – Colore disomogeneo: variazioni di marrone, nero, rosso o blu

  • D – Diametro superiore a 6 mm

  • E – Evoluzione: cambiamento rapido di forma, colore o dimensioni

Attenzione anche a prurito, sanguinamento, infiammazione, dolore o comparsa di noduli attorno a un neo esistente: sono segnali da non trascurare.



Prevenzione del melanoma: come proteggere la pelle

La prevenzione comincia con comportamenti quotidiani consapevoli. Ecco le principali regole per prevenire il melanoma e altre lesioni cutanee:

  • Evita l’esposizione al sole tra le 10:00 e le 16:00

  • Applica creme solari ad ampio spettro (SPF 30 o superiore) ogni 2 ore

  • Proteggi la pelle con cappelli, occhiali da sole e abbigliamento adatto

  • Evita l’uso di lampade e lettini solari

  • Controlla periodicamente i nei, anche tramite auto-osservazione davanti allo specchio


Diagnosi precoce: perché è fondamentale

La diagnosi precoce del melanoma aumenta significativamente le possibilità di guarigione. Un controllo dermatologico con dermatoscopia digitale (epiluminescenza) consente di individuare lesioni sospette in fase iniziale.

In presenza di una lesione anomala, lo specialista può effettuare:

  • Biopsia cutanea, per l’analisi istologica del tessuto

  • Esami di imaging avanzati (TAC, PET, risonanza magnetica), se si sospetta una diffusione

  • Analisi genetico-molecolari, utili per definire terapie personalizzate in caso di melanoma avanzato


Centro Medico Fleming: mappatura nei e diagnosi del melanoma

Presso il Centro Medico Fleming puoi effettuare:

  • Visite dermatologiche specialistiche

  • Mappatura digitale dei nei con tecnologia ad alta precisione

  • Controlli preventivi periodici per la diagnosi precoce del melanoma e di altre patologie cutanee

Il nostro centro è dotato di un avanzato sistema di videodermatoscopia digitale, che consente una valutazione accurata e non invasiva della pelle.


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Non aspettare che un semplice neo diventi un problema serio.
Prenota oggi stesso la tua visita dermatologica presso il Centro Medico Fleming e scopri se i tuoi nei sono davvero innocui. La prevenzione del melanoma comincia da un controllo.


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