Le ecografie ginecologiche comprendono principalmente l’ecografia pelvica e quella transvaginale. Si tratta di esami che permettono di osservare l’apparato riproduttivo femminile, come utero, ovaie e tube, mediante una sonda posizionata sull’addome o introdotta in vagina. Sono utili per diagnosticare eventuali anomalie, monitorare la salute ginecologica generale e valutare problematiche legate al ciclo mestruale, infertilità o dolori pelvici.
L’ecografia ostetrica del primo trimestre si esegue solitamente tra la 6ª e l’11ª settimana di gravidanza. Consente di confermare la presenza della gravidanza all’interno dell’utero, di rilevare il battito cardiaco embrionale e di determinare il numero di embrioni presenti. Inoltre, sulla base delle misurazioni effettuate, il ginecologo può stabilire con maggiore precisione l’età gestazionale e stimare la data presunta del parto.
Effettuata tra l’11ª e la 13ª settimana, questa ecografia permette di analizzare alcuni aspetti strutturali del feto. In particolare, consente di misurare la translucenza nucale e di osservare l’osso nasale, parametri fondamentali per la valutazione preliminare del rischio di anomalie cromosomiche. Spesso viene associata a test combinati o esami del sangue per ottenere una diagnosi prenatale più completa.
Tra la 20ª e la 24ª settimana si effettua l’ecografia morfologica, considerata una delle più importanti dell’intero percorso di gravidanza. Questo esame permette una valutazione dettagliata dell’anatomia del feto, individuando eventuali malformazioni o anomalie. Durante la visita, si controllano:
Le dimensioni e la forma della testa (diametro biparietale)
Lo sviluppo degli organi principali: cervello, cuore, colonna vertebrale, arti, fegato, reni
La posizione della placenta e la quantità di liquido amniotico
Il sesso del bambino, se i genitori desiderano conoscerlo
La morfologica è un appuntamento chiave per rassicurare i futuri genitori sul corretto sviluppo del bambino.

L’ecografia biometrica viene effettuata tra la 30ª e la 32ª settimana di gestazione. Serve a monitorare la crescita del feto e a valutare se lo sviluppo procede in modo regolare. Il medico misura parametri come la circonferenza della testa, dell’addome e la lunghezza del femore, confrontandoli con valori di riferimento. Inoltre, si controllano il battito cardiaco fetale, la posizione del bambino e il livello del liquido amniotico, elementi utili a pianificare il parto e a individuare eventuali situazioni di rischio.
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